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D. 29/03/2006 n. 98

1.3. Relative a idraulica, idrogeologia, geologia, geotecnica. Per gli aspetti relativi all'ambiente idrico predisporre sistemi di trattamento delle acque di piattaforma in modo tale da garantire condizioni di sicurezza dall'infiltrazione di inquinanti anche nel caso di incidente rilevante, con particolare riguardo ai corsi d'acqua. Realizzare tutte le ulteriori indagini e gli approfondimenti di natura geologica, geotecnica ed idrogeologica indicati nel progetto preliminare, nello studio di Impatto Ambientale e sue integrazioni nonchè quelli connessi all'ottemperanza alle presenti prescrizioni tenendo adeguatamente conto dei relativi esiti nella redazione del progetto definitivo; in particolare approfondire le conoscenze relative all'andamento della falda specialmente nell'intorno della Sorgente Mazzoccolo. Per la Galleria Campese approfondire il progetto con lo studio dell'influenza della galleria sulle oscillazioni del livello della falda. Eseguire degli studi approfonditi circa la realizzazione del tracciato e le possibili interferenze con le numerose falde acquifere, presenti in particolare nei tratti II, III e IV, con un elevato rischio di alterazione della qualità delle acque di falda.

1.4. Rumore. Integrare le indagini già effettuate sul rumore con una ulteriore campagna di misure diurne e notturne che completi il quadro di riferimento per l'esatta individuazione dei ricettori sensibili, in particolare per la fase di esercizio, e verificare meglio il dimensionamento e le misure di contenimento degli impatti acustici, limitandone l'impiego solo laddove effettivamente necessarie; prevedere le opere di mitigazione del rumore adottando opportune soluzioni tecniche per le pavimentazioni e comunque adottare barriere a basso impatto; ottimizzare la progettazione per perseguire la loro maggiore efficacia con la loro migliore qualità esteticoarchitettonica e funzionale. Approfondire l'elaborazione degli interventi di mitigazione per le vibrazioni ai sensi della Normativa UNI 9614.

1.5. Carattere paesaggistico-architettonico. Dettagliare le tipologie adottate per le opere accessorie anche in riferimento alla loro immagine (strutture di contenimento, rivestimenti, ecc.). Approfondire e completare la definizione progettuale delle opere al fine di cogliere la portata reale delle previste opere di scavo e riporto e quindi l'impatto reale sul paesaggio.

1.6. Carattere localizzativo-progettuale. Ottimizzare le interferenze del tracciato con i perimetri delle aziende agricole in modo da salvaguardare quanto più possibile la continuità e la funzionalità; adottare le soluzioni progettuali in grado di mantenere il collegamento tra aree agricole già funzionalmente connesse; garantire l'accesso a fondi agricoli interferiti dalla nuova infrastruttura. Ottimizzare, nella fase di progettazione definitiva, il tracciato dal punto di vista paesaggistico per quanto compatibile con le caratteristiche della strada, per quanto riguarda soluzioni meno impattanti rispetto all'adozione di viadotti, rilevati e scavi a mezza costa. Nella zona prossima al Santuario di Santa Maria della Noce dovrà prevedere una diversa soluzione progettuale relativamente alla realizzazione del camino di evacuazione dei fumi della galleria, eventualmente spostandolo in altro sito. Nel IV tratto, alle pendici di Monte Campese dovrà individuare una diversa soluzione progettuale del tracciato viario, per quanto compatibile con le caratteristiche della strada, evitando di dover realizzare il rilevato, di elevato sviluppo verticale, così come previsto nel progetto presentato. Rielaborare il progetto dello svincolo di collegamento con l'attuale tracciato della S.S. 7 Appia. Assicurare un miglior collegamento con la rete preesistente verso il centro intermodale di Gaeta. Ridurre la sezione stradale, adottando, nello sviluppo della progettazione definitiva, come carattistiche della strada, quelle di classe B extraurbana del decreto ministeriale 5 novembre 2001 in luogo di quelle utilizzate per la progettazione preliminare.

1.7. Carattere archeologico. Compatibilmente con le condizioni geomorfologiche del terreno, effettuare preliminarmente prospezioni geofisiche, onde procedere successivamente ad indagini archeologiche mirate; Nelle successive fasi di sviluppo della progettazione, in considerazione delle rilevanti valenze archeologiche che possono interessare alcune aree di progetto, dedicare ed individuare nel progetto un impegno finanziario finalizzato al completamento del quadro conoscitivo dei dati archeologici, per le fasi di acquisizione dei dati, analisi, indagini dirette sul terreno, coordinato dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio.

1.8. Cantiere. Prevedere che nei capitolati d'appalto siano inserite le prescrizioni relative alla mitigazione degli impatti in fase di costruzione e quelle relative alla conduzione delle attività di cantiere. Predisporre quanto necessario perchè sia adottato, prima della data di consegna dei lavori, un Sistema di Gestione Ambientale dei cantieri secondo i criteri di cui alla nonna ISO 14001 o al Sistema EMAS (Regolamento CE 761/2001). Dettagliare la cantierizzazione adottando i seguenti criteri: subordinare l'eventuale localizzazione di pozzi per uso potabile ad una verifica della compatibilità dell'intervento con lo stato di vulnerabilità delle risorse idriche sotterranee, escludendo la collocazione di cantieri e dei depositi nelle zone di tutela assoluta (v. art. 21 del decreto legislativo n. 152/1999); individuare le aree destinate al deposito temporaneo del terreno vegetale, specificando le procedure atte a mantenere nel tempo la vegetabilità; analizzare il rumore e le vibrazioni dei cantieri ed individuare i livelli di emissione nei confronti dei ricettori sensibili circostanti. Realizzare la galleria naturale con tecniche di scavo che contestualmente permettano anche l'esecuzione di indagini (dirette o indirette) atte «a caratterizzare» la situazione geologica e geotecnica che non sia definibile prima in fase antecedente all'esecuzione, dei lavori. Durante la fase di scavo delle gallerie prevedere la sigillatura e impermeabilizzazione al contorno e sui fronti di scavo in modo da contenere l'effetto di richiamo per depressione idraulica. Assicurare la salvaguardia qualitativa delle falde acquifere captate, in particolare dei pozzi pubblici e privati destinati ad uso idropotabile prossimi al tracciato, e idrogeologicamente a valle dello stesso, per un significativo intorno. Prevedere misure atte a limitare i disturbi e le interferenze sulla fauna dei corsi d'acqua prossimi al Cantiere industriale «Balzorile» e al Campo base «Acquatraversa». Controllare costantemente le aree interferite oggetto di scavo, prestando particolare cura nelle lavorazioni in corrispondenza dei siti archeologici n. 5 n. 6 n. 37 n. 39 n. 50, sotto il controllo delle competenti Soprintendenze. Indicare le aree che si vorranno utilizzare per i cantieri, depositi di materiali, aree di stoccaggio, strade e parcheggi di servizio. Dovranno, altresì, essere previsti sia il programma degli interventi che le attività di rinaturalizzazione e ripristino delle aree oggetto della cantierizzazione. In particolare, in merito alle aree da individuare per lo stoccaggio provvisorio dei detriti, per le quali si dispone espressamente divieto che siano destinate a stoccaggio definitivo, si ritiene che debbano essere individuate le modalità e la tempistica al fine di sottoporre a verifica l'effettiva possibilità di conferire i detriti direttamente nella cave abbandonate, per le quali si richiedono indicazioni progettuali inerenti alle attività di recupero.

2. Raccomandazioni. Assicurare che il realizzatore dell'infrastruttura possegga o acquisisca, per le attività di cantiere, anche dopo la consegna dei lavori e nel più breve tempo possibile, la Certificazione ambientale ISO 14001 o la Registrazione ai sensi del Regolamento CE 761/2001 (EMAS). Definire le caratteristiche di ciascun intervento di mitigazione in relazione alla verifica degli impatti secondari determinanti da questi stessi interventi. Estendere la riqualificazione dei corsi d'acqua interferiti, almeno a tratti di 15-20 metri a monte e a valle dei punti di attraversamento. Studiare e limitare le interferenze con gli agglomerati industriali esistenti ed in corso di realizzazione. Al fine delle verifiche di cui all'art. 20, comma 4, del decreto legislativo n. 190 del 20 agosto 2002, integrare il progetto definitivo con tavole dettagliate, planimetrie, profili, sezioni, nelle quali vengano indicate ed evidenziate le opere, le particolarità progettuali, le misure mitigatrici e compensative con le quali sono state rispettate, applicate ed ottemperate le prescrizioni di cui al presente parere, con relativa legenda esplicativa e con esaustiva descrizione in una relazione specifica. Integrare il progetto definitivo con una relazione dettagliata del progettista, resa ai sensi e per gli effetti dell'art. 4, comma 1, del decreto legislativo n. 190 del 20 agosto 2002, nella quale si attesti che il progetto definitivo è conforme al progetto preliminare approvato; che sono state recepite, rispettate ed attuate le prescrizioni del CIPE, riportandone gli estremi della delibera di approvazione, con particolare riferimento alle compatibilità ambientali ed alla localizzazione dell'opera, descrivendo ed elencando le opere e misure mitigatrici e compensative dell'impatto ambientale, territoriale e sociale. Laddove l'infrastruttura si sovrappone ad una tessitura agraria ben definita e in discordanza, sostituire, per quanto possibile, la soluzione in rilevato con la soluzione in viadotto. D.CIPE 29/03/2006 n. 98 – I programma opere strategiche itinerario A12 Pontina-Appia.

 

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